Behavioral Finance and Wealth Management: market anomalies, investors’ behavior and the role of financial advisors

RECENSIONE LIBRO

Behavioral finance and wealth management: Market anomalies, investors’ behavior and the role of financial advisors di Enrico Maria Cervellati, Natascia Angelini e Gian Paolo Stella

Questo libro presenta un esame della complessa relazione tra il comportamento umano e il processo decisionale finanziario, con particolare riguardo alla gestione della ricchezza.

Il primo capitolo è dedicato alle fondamenta comportamentali, esplorando l’origine e l’evoluzione della finanza comportamentale, esamina i bias cognitivi ed emotivi come il bias di conferma, il bias retrospettivo, l’illusione di conoscenza e l’illusione di controllo, l’ottimismo eccessivo e la sovrastima di sé, così come il bias dello status quo. Vengono discussi i dettagli delle euristiche come l’affetto, l’ancoraggio, la disponibilità, la familiarità e la rappresentatività. Il capitolo copre anche gli effetti di framing, inclusa l’avversione alla perdita, l’avversione alla perdita sicura e la contabilità mentale, e conclude con un focus sulle tecniche di debiasing (correzione dei bias) e le scelte in condizioni di incertezza, evidenziando la teoria del prospetto.

Il secondo capitolo propone le principali anomalie di mercato e un’analisi dei reali comportamenti degli investitori individuali. Tra le prime, si considerano anomalie di calendario o stagionali, anomalie trasversali, anomalie basate sugli eventi, il momentum (inerzia di breve termine) e il reversal (inversione verso la media di medio-lungo termine). Un’analisi approfondita dei comportamenti di trading degli investitori individuali rivela le ragioni del sottoperformance e fenomeni come l’effetto disposizione e la sotto-diversificazione. Il capitolo include una sezione sulle evidenze dall’Italia, discutendo la sovrastima di sé nel trading e i fattori che attirano l’attenzione degli investitori.

Il terzo capitolo si concentra sui collegamenti tra la finanza comportamentale e la gestione della ricchezza (wealth management). Questa parte integra le intuizioni comportamentali nella gestione pratica della ricchezza. Discute la teoria motivazionale, le insidie della diversificazione ingenua e la percezione distorta dei rapporti rischio-rendimento. Vengono esplorate la teoria del portafoglio comportamentale, la contabilità mentale, la piramide stratificata degli investimenti e la gestione della ricchezza basata sugli obiettivi degli investitori e sui loro conti mentali. Il capitolo esamina il profilo comportamentale oltre la tolleranza al rischio, affrontando aspetti come la sovrastima di sé, il ruolo della fortuna e della competenza, l’importanza della fiducia e della soddisfazione di vita nelle decisioni finanziarie.

Dissezionando bias, anomalie di mercato e comportamenti degli investitori, il libro fornisce preziose intuizioni per investitori, consulenti finanziari e chiunque sia interessato all’intersezione tra finanza comportamentale e gestione della ricchezza.

Oggi è vitale per i consulenti finanziari comprendere meglio le questioni comportamentali legate alla gestione della ricchezza. Infatti, mentre è cruciale conoscere le tecnicità della professione, i modelli tradizionali che assumono la perfetta razionalità degli agenti sono troppo lontani dalla realtà, quindi non sono in grado di supportare veramente i consulenti nel loro dovere di assistere e supportare i clienti. La conoscenza dei bias comportamentali, delle euristiche e degli effetti di framing è la base per comprendere i comportamenti reali degli investitori. Le anomalie di mercato sono così ricorrenti che ora vengono chiamate regolarità, e i consulenti intelligenti dovrebbero conoscerle e agire di conseguenza. Infine, comprendere la teoria del portafoglio comportamentale permette ai consulenti di capire come i loro clienti pensano veramente agli investimenti, in termini di sicurezza prima, poi di potenziali guadagni e il ruolo delle aspirazioni.

Il libro rappresenta un’opportunità per molti consulenti finanziari e, più in generale, professionisti nel settore della gestione della ricchezza per aprirsi a un modo nuovo che permette di utilizzare davvero la finanza comportamentale nella loro professione.

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